Soltanto in questi ultimi anni si è sviluppato un certo interesse,
unito a una curiosità sempre crescente, per i fischietti in terracotta.
Non ancora tutti sanno però che l'esistenza di questi umili oggetti-fischio
                                            ha origini antichissime.
provenienza  N.W. Lazio
sec. XIV - collezione G. Ricci

Tracciare le tappe di un itinerario storico dei fischietti
risulta impresa quasi impossibile.
Le zone geografiche dove sono stati rinvenuti si 
estendono come i millenni che hanno presieduto
 al rito della loro fabbricazione.
Sull'origine ed il significato dei fischietti in terracotta
 molte ipotesi, a volte contrastanti tra loro, sono state
 avanzate...ma risulta ancora difficile ricostruire, 
in un'organico tessuto storico e critico, le varie fasi
 di sviluppo di questa particolare tradizione artigianale.
Alcune testimonianze bibliografiche documentano che,
in base al metodo della manipolazione, le vicende di
 questi oggetti si possono far risalire alla scoperta
 della stessa ceramica.

	I fischietti quindi, coevi al materiale che li ha prodotti,
	"sono", esistono e vincono, con la loro presenza 
costante e variopinta, gli scomparti temporali 
e le differenti civiltà.
Testimoni dei giochi dei piccoli egiziani,
oggetti carichi di fato per gli antichi romani,
ornamenti funerari di tombe precolombiane,
propizi apportatori di fertilità
 e di abbondanza per greci e celti....
seguono e definiscono con la loro presenza
le tappe del percorso degli uomini.
Grotta di Cala Schizzo
sec. XIV - Torre a Mare/Ba    coll. G. Ricci


L'origine della loro forma è remota e si può affermare che derivino,
con molta probabilità, da soggetti magico-rituali che si sono andati
via via trasformando in giocattoli. In questa particolare prospettiva
potrebbero anche essere avvicinati ad un'altro gioco antichissimo....
quale quello della bambola.

I fischietti potrebbero essere dunque, secondo alcune affermazioni del Perolini...

"...gli ultimi discendenti, sopravvivenze di giocattoli arcaici,
come la trottola, strumento per indovini e stregoni...
o la palla, mezzo per rappresentazioni rituali".
(1970)
 Con il passare del tempo,il fischietto ha assunto diversi significati,
a seconda degli stimoli e degli imprestiti sociali e culturali del periodo
in cui veniva fabbricato. La sua origine, essenzialmente magica 
con valenze ludiche, si carica di simbologie e valenze nuove
quali quella estetica o quella di "richiamo".

Nel Basso Medio Evo si ha la prova concreta che esistessero dei fischietti
che avevano la funzione specifica di allontanare il malocchio e gli spiriti maligni.
Si collocavano all'interno delle culle, sempre ai margini quindi tra magia
e referente ludico, o venivano murati vicino ai caminetti
per tenere lontane forze misteriose e nemiche.

Il nome dei "CUCHI", ossia i fischietti veneti, deriva forse
dall'antico detto proverbiale "vecchio come il cucco",
il quale stava ad evidenziare le sequenze canore 
ripetitive del cuculo.  Elementi divinatori quindi che si 
intrecciano con le più romantiche e suggestive usanze
di giovani innamorati,  i quali erano soliti donare alla
fanciulla del proprio cuore un colorato "cuco", sovente 
a forma di uccellino,  come pegno del loro sentimento....
e non ci sembra il caso di sottolineare l'allusione 
un poco.....maliziosa....che determina la scelta.

Una particolare importanza riveste la valenza di "richiamo" 
di queste ceramiche a fiato, le cui funzioni  permettevano
all'uomo di ottenere suoni al di sopra delle sue possibilità 
foniche, suoni che potevano essere simili o iterazioni
o mascherature della sua voce naturale.
"gaèto"
terracotta policroma - Nove, fine '800

I primi fischietti erano stati ideati dapprima con sembianze atte a ricalcare
vari tipi di uccelli, mentre poi le loro raffigurazioni si sono estese ad altri
modelli zoomorfi e antropomorfi,
espandendo un'altra loro caratteristica che è quella della vena satirica.
In tempi più recenti, i vari personaggi quali frati, carabinieri, sindaci,
determinate figure politiche e del mondo dello spettacolo testimoniano un tributo
alla tradizione ma "danno fiato" anche ad un implicito e giocoso
riferimento caricaturistico.                                                
 
Piccolo universo popolare realizzato con materiali  
poveri ma estremamente costruito e prezioso  
nell'ornato come nelle tecniche sempre più sofisticate  
che animano e costituiscono la parte fischiante. Tratto 
demarcante, questo è il denominatore comune 
che li associa e li rende riconoscibili pur nelle loro 
forme più svariate. La dinamica costruttiva di
questo elmento...i particolari fori praticati e il soffio
labiale spinto contro l'ostacolo... produce una specie di 
 magiche modulazioni sonore. La loro manipolazione e 
gli ingredienti che li compongono ci inducono poi a 
pensarli come una copia, in scala artigianale e ridotta, 
della divina creazione. Una sfida o avvicinamento a Dei, 
condotta con gli elementi primordiali ricollegabili 
all'aria, al fuoco, alla terra...ed all'acqua. 
Animare, dar soffio alla creta è dunque sfida 
imitativa al proprio creatore, anelito della potenza
divina ma anche desiderio di sdrammatizzare 
"pavonsìn"
terracotta policroma - Nove, fine '800
e ricondurre la cosa creata a dimensioni più realistiche....                                                
a sensazioni più conosciute.

Oggetti carichi di simboli antichi, dal suono evocatore e magico...
i fischietti in terracotta attirano ancora oggi l'attenzione del pubblico che affolla
sagre e fiere paesane come visitatori attenti di mostre e rassegne
specialistiche a loro consacrate.
Sempre più di frequente sono diventati anche oggetto di collezione,
con una loro quotazione che li equipara alle altre forme
di arte povera e popolare.
Serie di Gallinelle -  terracotta policroma -  Giovanni Brunello, anteriori al 1950
Un  "very danke"  a Gianfranco e Vania Valente
del Museo dei Cuchi di Roana - Vicenza,  per il materiale .....testo e "foto storiche"....